Ricetta del Golden Milk

2 feb

curcuma

Pasta di curcuma

60 g curcuma in polvere

½ cucchiaino da tè di pepe nero macinato al momento

1 cucchiaio cannella in polvere

1 cucchiaio di zenzero in polvere

1 cucchiaino di olio di cocco o di mandorle dolci

120 ml acqua

1 cucchiaino miele

 

Scaldare l’acqua, la polvere di curcuma e la polvere di zenzero in un pentolino a fuoco basso mescolando sempre.

Quando si forma la pastella, dopo 2 o 3 minuti, aggiungere un pizzico di pepe nero macinato al momento che favorisce l’assorbimento della curcumina da parte del nostro organismo; farla raffreddare in un vasetto di vetro con il tappo e conservare in frigorifero fino a 40 giorni.

Per preparare la bevanda versare in 1 tazza di latte (anche di riso o di avena) 1 cucchiaino di pasta di curcuma, scaldare appena e aggiungere miele e olio di mandorle. Spolverare con cannella e bere!

 

A cosa serve il Golden Milk

  • Cura il mal di schiena, lubrificando la colonna vertebrale e riducendo le infiammazioni. Allevia i dolori muscolari e articolari in genere, quindi è molto indicati per gli sportivi, di tutte le età.
  • Riduce l’infiammazione nell’organismo. Contrasta l’artrite e l’ulcera gastrica.
  • Depura il fegato e disintossica l’organismo. Stimola la digestione intestinale ed in particolare, per la sua azione sul processo biliare, attiva la digestione dei grassi.
  • Allevia i problemi respiratori dovuti alle infezioni batteriche e virali. È utile anche per chi offre di sinusite. Perfetto in caso di tosse e raffreddore, grazie anche alla presenza di miele e cannella.
  • Dona sollievo alle donne che soffrono di dolori mestruali perché agisce come antispasmodico naturale.
  • Aumenta le difese immunitarie dell’organismo e ha proprietà antibatteriche, antivirali e antifungine. La sua assunzione è particolarmente consigliata nei cambi di stagione.
  • Mantiene attivo il metabolismo, quindi favorisce il mantenimento del giusto peso corporeo.
  • Riduce i livelli di colesterolo nel sangue, ed è una bevanda adatta alla prevenzione dei problemi cardiovascolari.

Golden Milk, il drink che potrebbe cambiare la tua vita!

21 gen

golden_milk_feature-1170x550

Questo oro liquido con antiche origini Ayurveda, tradizionalmente, è fatto con latte vaccino, olio, spezie, e la curcuma. Esistono molte varianti che sposano i vari gusti ma tutte seguono le stesse linee guida base.

La curcuma è un potente anti-infiammatorio che vanta una vasta gamma di incredibili benefici per la salute, tra cui:
Aiuta una sana digestione e le funzioni del fegato
Proteggere il cuore e il cervello diminuendo il colesterolo cattivo
Aiuta il sistema immunitario
Allevia le infiammazioni
Accellera la guarigione delle ferite e le infiammazioni della pelle

Nel corso dei secoli, abbiamo imparato di più sui vantaggi di spezie e come combinarle per ottenere il massimo effetto. Nel caso in questione aggiungiamo del pepe nero macinato al momento perché aumenta la biodisponibilità della curcumina. Un cucchiaio di zenzero ottimizza la digestione, aiuta la riduzione dell’infiammazione, e contribuisce ad addolcire il sapore amaro curcuma.
Un’ aggiunta di miele grezzo aumenta le proprietà antibatteriche, e, naturalmente, rende il gusto delizioso. Infine, una spolverata di deliziosa cannella ad alto contenuto antiossidante e aiuta a regolare lo zucchero nel sangue.

Provare per credere!

A Giulianova un corso di cucina sulle ricette DETOX includerà anche la preparazione del Golden Milk!

Frida Khalo – Saturday night party

16 nov

buffet f1 f2 f4 f5

frida1low frida3low

Ognissanti vs Halloween

29 ott

161-fave-dei-morti

Abbandoniamo per un attimo la follia di Halloween che non ci appartiene e torniamo sulle nostre solide tradizioni.

Il primo di Novembre si celebra in tutto il mondo la festa di Ognissanti, una grande festa per la Cristianità seguita dal 2 di Novembre, Commemorazione dei Morti, una ricorrenza cristiana che affonda le sue radici in tempi remotissimi (fu istituita dall’abate di Cluny Odilo nel 998).

Nella notte tra l’1 e il 2 novembre le loro anime tornano dall’aldilà, con un lungo e faticoso viaggio, ed è per questo motivo che vengono imbandite tavole a cui i propri defunti trovano ristoro.
In tante regioni d’Italia, i bambini effettuavano anche la “questua”: in Sardegna, prima di cena, andavano a bussare alle porte delle case dicendo “Morti, morti” e ne ricevevano dolci, frutta secca e qualche volta anche denaro; in Abruzzo, invece erano i bambini più grandicelli a bussare alle porte delle case chiedendo offerte per le anime dei morti e ricevevano dolci e frutta fresca e secca; in Emilia Romagna la questua veniva fatta dai poveri, che bussavano alle porte chiedendo la carità per i morti e ricevendone cibo; in Puglia ragazzi e contadini bussavano alle case cantando una sorta di serenata alla ricerca dell’”aneme de muerte” (l’anima dei morti) e venivano fatti entrare in casa e rifocillati con vino, castagne e taralli.        Vi ricorda qualcosa???

Culinariamente parlando, ogni regione italiana ha legato anche alla tavola queste due ricorrenze. Si tratta per la maggior parte di ricette a base di prodotti di stagione come la zucca, le castagne, la verza, il maiale, legumi – soprattutto fave e ceci- e frutta secca. In Liguria si usa mangiare carne di pollo il giorno dei Santi per tenere fede al proverbio “Santi senza becco Natale poveretto.”

I dolci però sono senz’altro il cibo rituale più conosciuto: ogni area geografica infatti ha i suoi dolci tipici che richiamano già dal nome queste celebrazioni.

Fave dei Morti:

100 gr di farina
200 g di mandorle sbucciate
20 gr di pinoli tritati
100 g di zucchero
30 g burro
1 uovo
cannella
rosolio q.b.

Ridurre in polvere le mandorle ed i pinoli e mescolare a tutti gli altri ingredienti aggiungendo 1 o 2 cucchiai di rosolio.
Lavorare bene l’ impasto in modo che risulti omogeneo.
Accendere il forno a 180° e foderare una teglia con un foglio di carta oleata.
Stendere la pasta su una superficie leggermente infarinata, ricavare un rotolino che taglierete in pezzetti grandi come una grossa nocciola e che schiaccerete col palmo della mano in modo da ottenere delle piccole fave spesse circa 1 cm.
Porre sulla teglia precedentemente preparata. Fare cuocere per circa 10-15 minuti finché facendo attenzione a che non brucino data la loro piccola misura.
  Sfornare, staccandole con delicatezza e far raffreddare.

I prossimi corsi di cucina in Abruzzo! Dal 19 settembre state tutti pronti.

5 set

risotto calamaretti

Risotti capitolo secondo:
il 19 settembre torniamo con i nostri corsi in Abruzzo, a Giulianova. La prima cooking class la dedichiamo ai risotti, ma, per non essere banali vi faremo realizzare un Carnaroli al bergamotto con calamari scottati, un Vialone Nano mantecato al formaggio di Castelmagno e riduzione di vino roso e un orzotto con radicchio e fondutina.

Per info visitate la nostra pagina FaceBook
CORSI DI CUCINA IN ABRUZZO

Oppure scrivere a
marta@cuochincasa.com